p 251 .



Paragrafo 2 . La Francia dalla rivoluzione alla seconda repubblica.

     
In  Francia,  le  difficolt  economiche  rafforzarono  la  gi  vasta
opposizione. La piccola e media borghesia accusavano il governo Guizot
di  aver prima contribuito a causare la crisi finanziaria, dalla quale
erano  pesantemente danneggiate, e poi di non aver  fatto  niente  per
porvi  rimedio, anzi di aver favorito gli speculatori. Il proletariato
urbano,   concentrato   soprattutto  a   Parigi,   duramente   colpito
dall'aumento  dei  prezzi  e dalla disoccupazione,  era  ridotto  alla
miseria  e  all'esasperazione. La popolazione  rurale,  vittima  della
crisi agraria, era in costante stato di agitazione.
     Di  fronte al rifiuto del governo di attuare una sia pur limitata
riforma   del  sistema  elettorale,  ancora  fondato  su   una   legge
rigidamente  censitaria, che attribuiva il  diritto  di  voto  solo  a
200.000   persone  su  27  milioni  di  abitanti,   tutte   le   forze
dell'opposizione avevano intensificato la loro azione. A  partire  dal
luglio 1847, per aggirare i divieti e non incorrere nella repressione,
avevano  cominciato  ad  organizzare banchetti,  che  terminavano  con
comizi  in favore di riforme pi o meno avanzate, a seconda  dei  vari
orientamenti politici. Il 22 febbraio del 1848 avrebbe dovuto  tenersi
a  Parigi uno di questi banchetti, organizzato da oppositori di  varie
tendenze,  ma  il  governo decise di vietarlo. Il divieto  governativo
scaten l'insurrezione, promossa soprattutto da operai e studenti.  Il
sovrano  fece intervenire la guardia nazionale, ma questa  si  schier
dalla  parte degli insorti; egli tent allora una soluzione  politica:
licenzi il Guizot e form un governo pi disponibile alla trattativa;
ma  anche questo tentativo fall. La rivolta continu e, diffusasi  la
notizia  che in uno scontro con la polizia c'erano stati 23 morti,  si
estese  dai  quartieri operai a tutta la citt. Il re fu  costretto  a
fuggire; il 24 febbraio gli insorti formarono un governo provvisorio e
proclamarono la repubblica, la seconda dopo quella del 1792-1799.
     Nel  governo  provvisorio repubblicano erano rappresentate  tutte
le  principali  forze  politiche:  i  liberali  moderati;  i  liberali
democratici, tra i quali il poeta Alphonse de Lamartine (1790-1869)  e
Alexandre-Auguste Ledru-Rollin (1807-1874), fondatore del giornale "La
Rforme";  i  socialisti, rappresentati da Louis Blanc e  dall'operaio
Alexandre  Martin, detto Albert. Dopo un breve periodo di  equilibrio,
quando  si tratt di attuare le prime riforme, iniziarono i contrasti:
i   moderati  miravano  soprattutto  ad  una  maggiore  partecipazione
politica   della  borghesia;  i  democratici,  e  in   particolare   i
socialisti, premevano per una democratizzazione del sistema politico e
di quello economico.
     
     p 252 .
     
     Nonostante  i  dissidi,  furono comunque  varate  alcune  riforme
politiche:  venne  introdotto il suffragio  universale  maschile,  che
port  il  numero degli elettori a nove milioni; fu aperta a tutti  la
guardia  nazionale; vennero riconosciute le libert di riunione  e  di
stampa; fu abolita la pena di morte per i reati politici; fu soppressa
la schiavit nelle colonie.
     Assai  maggiori  contrasti suscit invece il varo  delle  riforme
economiche,  alcune delle quali vennero introdotte solo formalmente  e
non  trovarono  una concreta applicazione. Furono aumentate  le  tasse
sulla  propriet  terriera, per sanare il grave deficit  del  bilancio
statale. La giornata lavorativa venne ridotta a dieci ore a Parigi e a
undici  nelle  province. Fu riconosciuto agli  operai  il  diritto  al
lavoro,  per l'attuazione del quale vennero realizzati a Parigi  e  in
altre  citt alcuni "opifici nazionali" (ateliers nationaux);  questi,
per,  diversamente  da quanto aveva proposto il loro  ideatore  Louis
Blanc, non furono destinati ad attivit produttive, ma utilizzati  per
impiegare i disoccupati in servizi e lavori saltuari di scarso rilievo
in  cambio di un modesto sussidio, con pesante aggravio per  le  casse
dello stato, e suscitarono per questo la delusione degli operai e  dei
socialisti e l'ostilit della borghesia.
